CANZONI E MUSICHE DI FAUSTO CIGLIANO

In questa pagina sono elencate alcune delle canzoni scritte da Fausto Cigliano. Sebbene il grande artista napoletano sia stato prevalentemente un interprete, avendo dedicato la sua vita al canto e alla chitarra, nel corso della sua lunga carriera ha anche scritto proprie canzoni. Ha inoltre composto musiche per film e trasmissioni televisive.


Canzoni con Ennio Morricone

Nel 1961 scrive con il maestro Ennio Morricone la sublime Duorme. Si tratta di una bellissima canzone d'amore. Un innamorato suggerisce alla la sua amata di dormire perché solo così può comprendere la grandezza del suo amore: E allora duorme/ e ricordate 'e me / quanno faie 'o primmo suonno/ Pecchè forse sunnanno/ può capì sulamente / quantu nene te voglio.

Link YouTube - Duorme

Dello stesso anno è anche Uh, che cielo! che Cigliano presenta senza grande fortuna alla nona edizione de Festival della canzone napoletana in coppia con Wilma De Angelis.

Che Ossessione i mondiali di calcio del '70

Nel 1970 ci sono in mondiali di calcio in Messico (è l'edizione della famosa semifinale con la Germania). Cigliano scrive una canzone per la nazionale anticipando per certi versi la moda degli inni che esplode ai mondiali italiani del 1990 con Edoardo Bennato e Gianna Nannini. La canzone si intitola di Ossessione '70, una bossanova molto carica su un testo che snocciola la formazione dell'Italia comprese le riserve. Ironici sono i riferimential al fatto che Rivera e Zoff, all'epoca portiere del Napoli, stessero in panchina: Albertosi, Albertosi/ Burgnich e Facchetti/ con Bertini, Rosato e Cera, c'era un goal!/ Domenghini e Mazzola,/ Bonsinsegna e... Rivera in panchina,/ in panchina con Zoff. La canzone viene portata al successo dalla voce di Mina che nel '72 la incide inserendola nell'album Altro. L'esperimento fu ripetuto anche per i mondiali del '74, ma l'Italia quell'anno andò malissimo e la canzone non ebbe un grande successo.

Due canzoni dedicate a Napoli

Del 1974 sono due canzoni dedicate a Napoli, entrambe inserite nello stesso 45 ed arrangiate da Ennio Morricone. Napule mia, canzone dal forte sapore autobiografico. È una vera e propria dichiarazione che Cigliano fa alla sua città natale: Napule mia è overo songo stato/ de' figle tuoie chillo che t'ha lassata/ Napule però sta luntananza/ nun vene a di' ca uno nun te penza.
Nella mia città, cantata sostanzialmente in lingua e dalla musica più briosa, è invece più impegnata e caratterizzata da una vena decisamente più polemica: nella mia città/ se giri in mezzo al traffico comprenderai perchè/ nella mia città/ la vita è assai difficile, l'amore più non c'è/ filosofia dei tarallucci e vino/ del meno peggio che t'accontenta/ nella mia città/ ci vuole un bel coraggio per vivere e campà

Musiche per uno sceneggiato

Nel 1976 scrive la colonna sonora dello sceneggiato RAI Camilla, la commovente storia di una “madre coraggio” all’italiana con Giulietta Masina.

Scena muta

Scena Muta, pubblicata nel 1979, è una delle più belle canzoni scritte da Fausto Cigliano. La melodia è degna dei più grandi chansonnier francesi degli anni '70. Il testo, in lingua, parla di un amore oramai giunto al capolinea. Un vero capolavoro: Così paralizzati da forza sconosciuta/ sul nostro grande amore facciamo “scena muta”/ e quello che ci ha dato la gioia di stare insieme/ è già dimenticato e più non ci appartiene

Link YouTube - Scena muta

Una ventata nova per ripartire dopo una tragedia

All'indomani del terremoto dell'Irpinia del 1980 Cigliano scrive Ventata nova, una canzone di speranza che vuole spronare la società civile a ripartire dopo l'immane catastrofe. Racconta Cigliano: «... nell'80 ero arrivato da poco in Canadà con Alma per lavoro e, naturalmente, arrivando provai a telefonare a mia madre per confermarle il nostro arrivo, ma Napoli non rispondeva e fu così per una giornata intera. Solo il giorno successivo sapemmo da New York del Terremoto a Napoli e nel sud Italia. Da questa "Distruzione" immaginai che più giù di tanto non si poteva andare e solo ripartendo da "Zero" Napoli potesse "Risorgere" col concorso di tutti "imbarcati" su una grande nave a vele spiegate. Così nacque Ventata nova». . Cigliano canta la canzone al Festival della Canzone Napoletana e Nuove Tendenze del 1981.

La musica di Cigliano al Festival di Cannes

Nel 1982 scrive le musiche per il film di Michelangelo Antonioni “Identificazione di una donna”. Il film viene presentato in concorso al 35º Festival di Cannes e vale al regista ferrarese il Premio del 35º Anniversario. In una scena Fausto Cigliano fa anche una breve comparsa interpretando un chitarrista che suona la chitarra durante una festa di gran lusso.

Musiche per uno sceneggiato

Nel 1986 pubblica Ma ch’aggi’ ‘a fà, scritta con A. Palattella. È una canzone d'amore dal sapore malinconico: ma ch'aggi''a fa/ ma ch'aggi''a fa/ io senza te no nun pozzo sta/ che pozzo fa/ che pozzo fa/ nun ce sta cristo pe' me aiutà/ comme na forza, na forza ca fa paura/ me metto ca mette st'anmea annura/ senza st'ammore pe' te
Nello stesso 45 giri è contenuta Pucundria, scritta con G. Liuccio, una poesia in musica: ‘Na casa annascosa pe ddint’ê ciardine/ ca vottan’ a mmare ll'addore ‘e limune/‘na varca c’ ‘a rezza pazzea cu ‘o viento/ ‘na chiorma ‘e guaglione sbarèa miezz’â via.

Link YouTube - Pucundria